
“Ciao,
sabato sera in un locale ho rivisto dopo 15 anni Gabriele, un mio ex . Era un ragazzo bellissimo, diventato un uomo ancora più bello. Per tutti questi anni ho sperato tante volte di incontrarlo, eppure l’altra sera non ho avuto il coraggio di avvicinarmi per salutarlo. Ero reduce da un’influenza, dai pranzi delle feste, e mi sentivo brutta, goffa, sgualcita. Quello che c’era stato tra di noi anni fa era stato un colpo di fulmine, un’attrazione fisica fortissima, mai provata per nessun altro in tutta la mia vita. Sabato mi sono vergognata di me stessa, perché ho visto una distanza tra di noi che non avevo mai creduto ci fosse, non perché io mi reputassi bella, ma perché lui mi faceva sentire così. Inoltre io con lui un po’ ce l’ho: in questi anni in un modo o nell’altro avrebbe potuto cercarmi, siamo sempre stati in contatto tramite i social. Eppure non ha mai fatto un passo verso di me; lui d’altronde ha una famiglia esattamente come ce l’ho io….insomma cosa volevo non lo so, ma la sua distanza mi ha sempre infastidito (e nota che ero stata io a decidere di chiudere la nostra relazione) e sabato sera mi ha infastidito ancora di più. So che mi ha visto, e nemmeno lui si è avvicinato. Ma in fondo, cosa pretendevo?” Francesca
Pretendevi che ti venisse incontro, ti prendesse una mano e ti dicesse che eri sempre bellissima. Che il grigio smunto del tuo cardigan non ti sfiorava nemmeno, come non lo facevano le occhiaie scavate sotto gli occhi, perché tanto tu brilli comunque. Esigevi uno scambio di sguardi senza parole, ma pieno di significati, come quello che vi aveva uniti anni fa. Volevi sentirti dire che c’eri tu, sempre tu e solo tu in fondo ai suoi pensieri; che di anni sì, ne saranno passati anche 15, ma che quell’incontro li aveva polverizzati tutti, perché la potenza delle sensazioni che provava un tempo li aveva attraversati tutti alla velocità della luce e si era ripresentata lì, in quel momento così tanto desiderato, proprio perché non programmato. Avrebbe dovuto chiederti di vedervi con calma per una birra, un caffè, un San Simone, solo voi due, fuori dal casino di quel locale, per potervi guardare ancora un po’ e cercare di non perdervi, per non perdere quello scombussolamento.
Ecco Francesca, pretendevi esattamente questo. Quello che si pretende da un ex che per noi non è mai diventato tale, perché ci sono alcune persone che ci rimangono impigliate al cuore e dalle quali non vogliamo più niente, se non di essere ricambiati per sempre nell’amalgama delle emozioni fortissime che abbiamo vissuto insieme. Ne vogliamo l’esclusiva, perché è questo che ci fa sentire speciali: l’essere parte di una cosa che capiamo solo noi. Non importa se non ci siamo visti per 15 anni e se non ci incontreremo nemmeno per i prossimi. Ci basta sapere di essere lì, in un angolo condiviso e solo nostro del pertugio dei ricordi.